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Allarme EROINA, titola la stampa.

L’eroina gialla è purissima, uccide.
Così da circa un anno viene presentata la scia di decessi per overdose.
L’eroina non è mai andata via. La chiamano ‘la vecchia signora’, perché sopravvive a qualsiasi tendenza e a qualsiasi moda, adattandosi ad ogni nuovo contesto, e questo è proprio quello che è avvenuto negli ultimi anni. (Salvatore Giancane)

Le morti non sono state causate dal livello di purezza della sostanza, anzi, ad aumentare l’incidenza di morte non sono le sostanze ma la scarsa informazione in merito e la perdita di strumenti e servizi che aiutano a ridurne i rischi correlati. A questo si aggiunge lo stigma verso l’utilzzo di sostanze: risulta ancora impossibile contemplare l’uso senza collegarlo ad una problematicità. Lo stigma porta con sé l’impossibilità di parlarne, confrontarsi sul proprio rapporto con la sostanza, la paura del giudizio, l’isolamento.
Se è vero che le sostanze cambiano, devono anche cambiare le informazioni in mano alle persone che usano sostanze. I servizi devono essere in grado di raggiungere efficacemente le persone che consumano, instaurando un dialogo privo di miopi atteggiamenti paternalisti.
Al contrario, all’informazione negli ultimi anni si è contrapposta un’omologazione imperante, “Le droghe sono tutte uguali”, hanno detto legge e propaganda repressiva, una banalizzazione che distorge la capacitá di valutazione e scelta.

Altri modelli sono possibili: da quindici anni la Svizzera ha liberalizzato l’eroina, promuovendone un uso controllato e i risultati più spettacolari sono stati conseguiti sul fronte della criminalità, facendo scomparire nel Paese i ‘mercati aperti della droga’. Così il Portogallo ha depenalizzato tutte le droghe. In Italia invece da anni si parla di liberalizzazione delle così dette “droghe leggere”, un sogno mai pienamente compiuto. Ma non si può continuare a sperare nel raggiungimento di modelli illuminati, è importante agire ora e a farlo ci sono numerosi servizi italiani di Riduzione del Danno; uno degli strumenti più efficaci è il test delle sostanze, che riesce a dare risposte rapide alle persone che le usano, aumentando così anche il livello di contatto con i servizi stessi.
Il mercato nero non mette etichette, ma è possibile sviluppare alleanze tra centri di analisi, servizi di drug checking e progetti di informazione per renderne più sicuro l’uso di droghe, cosa aspettiamo?

Infine, il fatto che l’overdose si possa evitare deve diventare un messaggio centrale e una questione prioritaria per i servizi. Tuttavia, gli studi indicano che coloro che assistono ad un attacco per overdose spesso reagiscono in modo inadeguato o poco tempestivo. Tra i motivi di questo comportamento figurano la mancanza di conoscenza, la difficoltà a individuare una situazione di overdose e il timore dell’intervento della polizia. ( European Monitoring Centre for Drugs and Drug Addiction (EMCDDA))
È necessario uscire da questo empasse, ritornando a parlare di sostanze in modo chiaro e concreto: formazioni sul “buco sicuro” e la distribuzione di farmaci salvavita – come Narcan – sono azioni che non incitano l’uso ma che forniscono i giusti strumenti per evitare il diffondersi di malattie infettive e morti per overdose.

Ciao Luca!
#consumatori #diritti #noncisonotossici #brugnaro
#eroina #rdd #informazione #drugchecking
Attenzione, si guarda il mostro sbagliato!

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